14 Ottobre 2026
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Sanità nelle aree interne, il consigliere Bruno sottoscrive la proposta di legge: “Servono personale e servizi operativi”

L'accento viene posto sulla carenza di medici, infermieri e tecnici per garantire il funzionamento delle apparecchiature già presenti

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Un’iniziativa trasversale per arginare l’isolamento sanitario dei territori montani della Calabria e tutelare l’accesso alle cure nelle aree geograficamente più svantaggiate. Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, ha formalizzato la propria sottoscrizione alla proposta di legge numero 73/13, promossa dal primo firmatario Domenico Giannetta. L’atto normativo punta alla salvaguardia e al potenziamento funzionale della rete ospedaliera situata nelle zone interne e periferiche della regione, con un perimetro d’azione che coinvolge direttamente i presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Soveria Mannelli, Oppido Mamertina e lo stabilimento ospedaliero di Rogliano, assicurando la piena aderenza agli standard di sicurezza e alla programmazione della rete assistenziale.

“Rafforzare l’assistenza sanitaria nei territori delle aree interne è fondamentale e strategico: il diritto alla salute deve essere garantito anche dove le distanze e le difficoltà dei collegamenti rendono più complesso raggiungere i servizi – afferma il consigliere regionale Enzo Bruno – Condivido l’obiettivo di valorizzare queste strutture attraverso una maggiore integrazione con la rete ospedaliera e i servizi territoriali. La legge deve però mettere al centro i servizi e aprire prospettive concrete per la funzionalità degli ospedali: servono più medici, infermieri e personale tecnico», sottolinea il capogruppo.

La criticità di Serra San Bruno e il nodo del personale

A dimostrazione delle criticità strutturali che affliggono i plessi periferici, l’esponente politico richiama l’esito del sopralluogo effettuato di recente presso il presidio di Serra San Bruno, nel Vibonese. La struttura ospedaliera presenta dotazioni tecnologiche d’avanguardia che rischiano tuttavia l’inutilizzazione a causa della marcata sofferenza di organico, fattore che compromette l’erogazione tempestiva delle prestazioni diagnostiche e analitiche.

“Per il servizio TAC manca personale tecnico e medico. Anche il laboratorio di analisi ha attrezzature avanzate, di ultima generazione, ma non funziona perché mancano i tecnici. È necessario organizzare meglio il sistema e rendere operative le risorse disponibili”, evidenzia Bruno.

Riforma dell’emergenza-urgenza e potenziamento della rete 118

Oltre all’adeguamento delle dotazioni organiche degli ospedali di montagna, l’analisi del consigliere regionale individua come priorità indifferibile la riorganizzazione della rete d’intervento d’urgenza. Le peculiarità orografiche della Dorsale Appenninica calabrese e i tempi di percorrenza stradale impongono infatti un rafforzamento dei presìdi di primo soccorso per scongiurare ritardi nell’assistenza ai cittadini.

“Aprire una discussione sui territori montani è un primo risultato. Ora il confronto deve tradursi in assistenza effettiva, rafforzando anche il sistema dell’emergenza-urgenza e il 118, sui quali pesano orografia e viabilità. La mia adesione vuole contribuire a migliorare il testo e a dare risposte alle popolazioni che vivono maggiori difficoltà nell’accesso alle cure” conclude il consigliere regionale Bruno.

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