L’architettura istituzionale di controllo e monitoraggio della spesa sanitaria regionale, sviluppata negli ultimi due decenni per arginare i deficit di bilancio, mostra i primi risultati strutturali. A fare il punto sullo stato della sanità della Penisola è stato Walter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, nel corso dell’audizione tenutasi davanti alla Commissione Affari sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.
“L’architettura istituzionale per il monitoraggio e l’adempimento dei Livelli essenziali di assistenza, nata circa vent’anni fa in risposta ai forti disavanzi sanitari regionali, ha prodotto risultati sul fronte del risanamento dei conti e del superamento dei commissariamenti. Sul fronte dei Piani di rientro, risultano oggi uscite Liguria, Sardegna e Piemonte. Dal 2026 è uscita anche la Campania, mentre il Lazio ha avviato un percorso che dovrebbe presumibilmente completarsi nel 2027”, ha spiegato Bergamaschi.
La situazione della Calabria tra bilanci e Livelli essenziali di assistenza
Nonostante i progressi complessivi registrati su scala nazionale, il quadro della sanità nel Mezzogiorno continua a presentare elementi di complessità organica, specialmente per quanto riguarda l’erogazione dei servizi ai cittadini. Se da un lato la gestione commissariale è stata superata in diverse realtà regionali tra cui la Calabria, la regione rimane inserita nel regime di Piano di rientro a causa delle fragilità contabili e assistenziali ancora aperte.
Restano invece in Piano di rientro, ha sottolineato Bergamaschi, “Abruzzo, Puglia, Molise, Calabria e Sicilia. Le prime tre presentano principalmente criticità di natura contabile, mentre Calabria e Sicilia evidenziano criticità sia sul piano dei bilanci sia nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza”. Inoltre, secondo i dati illustrati, il percorso di risanamento “ha consentito di superare il regime commissariale in Abruzzo, Lazio, Campania e Calabria. Attualmente resta commissariato soltanto il Molise”.
Conti regionali in sicurezza e riduzione del disavanzo globale
Sul versante economico e finanziario, la relazione del Direttore generale ha evidenziato un generale rientro dei deficit storici, con un quadro di sostanziale stabilità contabile per la quasi totalità degli enti regionali.
Complessivamente, sul piano finanziario, Bergamaschi ha sottolineato come, “rispetto al disavanzo complessivo di circa 6 miliardi di euro registrato in passato, oggi tutte le Regioni, con l’eccezione del Molise, presentino bilanci in equilibrio o disavanzi entro il 5%, comunque coperti attraverso risorse della fiscalità o dei bilanci regionali”.












