13 Ottobre 2026
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Quarant’anni di giornali, incontri e sfottò: il vuoto lasciato a Vibo dall’edicola di Lello Facciolo

Per oltre quarant’anni, il chiosco dell’Autostello è stato un punto d’incontro per lettori, amici e cittadini. Quando chiude un’edicola su perde in un colpo solo informazione, dialogo e rapporti umani

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E’ ormai una lenta, ma inesorabile morìa. Le classiche edicole di giornali e riviste cartacei (alcune ospitate in chioschi di raffinata manifattura) stanno chiudendo una dopo l’altra. Si è calcolato che negli ultimi vent’anni, il numero delle edicole è diminuito da 35.000 a 20.000, più del 40%. Il fenomeno non ha risparmiato neppure Vibo Valentia, che ha subìto la graduale cessazione delle rivendite cittadine in misura ancora più drastica, essendo venute meno edicole che ormai potevano definirsi storiche, tanto che si erano integrate nel circuito dispensativo dell’informazione, costituendo un avamposto culturale, impietosamente soppiantato dalla Rete, che come un fiume limaccioso propina anche e soprattutto ciarpame di basso livello.

Una tradizione di famiglia, da Angelo a Lello Facciolo

Tra i punti più frequentati e strategici ci piace ricordare il chiosco – chiuso ormai da qualche anno – gestito da un personaggio non comune, come Lello Facciolo, che nel giorno in cui avviava la sua attività in un sito panoramicamente significativo, quale l’affaccio sulla costa marina, dove culminava l’antica passeggiata dei vibonesi-monteleonesi, circa cinquant’anni addietro, non lo faceva da assoluto neofita, ma continuando una tradizione familiare iniziata dal papà, il Sig. Angelo, titolare di una rivendita nel centro storico.

Lello ama ricordare che il papà, in quanto principale fornitore cittadino, durante il secondo conflitto mondiale, si sobbarcava la lunga distanza che separava Vibo dall’aeroporto militare, per recapitare i giornali all’esercito italiano e lo stesso Lello, quasi a voler ricordare il tragitto che percorreva il genitore, sistemò la sua attività proprio all’inizio del rettilineo che poi conduceva al c.d. Campo di Aviazione, all’epoca zona periferica, oggi pieno centro.

Il chiosco diventato una piccola agorà

L’edicola di Lello, però, si distingueva dalle altre non solo perché era la più fornita, ma perché nel tempo diventava qualcosa di più di una mera rivendita: una piccola agorà di discussione e di confronto con gli interlocutori più vari, sui temi più disparati, dove Lello assumeva il ruolo di ispiratore e moderatore, stante la sua abilità dialettica e spigliatezza mentale. Non c’era notizia o argomento che il nostro non proponesse come spunto per animare un vivace dibattito, che lui condiva con sagace realismo e nello stesso tempo una spiccata capacità di coinvolgimento, dando vita spesso e volentieri a ‘’seminari’’ improvvisati, in cui non mancavano gli sfottò  e dure prese di posizione, il tutto però interpretato da persone di una certa consistenza spirituale. Lello non ammetteva meri provocatori né discussioni sciatte e palesemente insulse.

All’Autostello, giornali e dialogo civile

 Insomma, gli amici, i conoscenti e i clienti dell’edicola dell’Autostello, si fermavano ad acquistare i propri giornali e riviste, anche perché sapevano di trovare non solo un avamposto informativo, ma anche un abituale teatro di dialogo civile e non banale, perché Lello non escludeva nessuno, neppure i meno attrezzati e provveduti.

Il vuoto sulla balconata dell’Affaccio

Ecco perché chi è stato protagonista di quelle vicende, ogni qual volta transita dalla balconata dell’Affaccio, viene colto da un improvviso magone, alla vista di una nuda piattaforma cementizia, là dove per oltre un quarantennnio c’era un signore che cercava e dava afflato umano e uno stimolo alla discussione franca e libera. Grazie Lello!

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