27 Settembre 2026
27 Settembre 2026
spot_img

Bimbo investito, il legale vibonese Cristian Scaramozzino: “Non si può escludere l’incidente”

L'avvocato originario di Acquaro, nel Vibonese, difende la 24enne fermata con l'accusa di tentato omicidio dopo l'investimento di un bambino di 5 anni. "La dinamica è ancora tutta da chiarire"

spot_img
spot_img

Proseguono le indagini sul caso del bambino di 5 anni investito a Torino, vicenda che ha portato al fermo di una 24enne, ex compagna del padre del piccolo, accusata di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. A intervenire è il difensore della giovane, l’avvocato Cristian Scaramozzino, penalista originario di Acquaro, nel Vibonese, che invita alla prudenza e sostiene come, allo stato delle indagini, non possa essere esclusa l’ipotesi di un incidente.

“La dinamica è ancora da chiarire“

Secondo l’avvocato Cristian Scaramozzino, la ricostruzione dell’accaduto è ancora incompleta e non consente conclusioni definitive.” Non si può escludere in maniera automatica l’incidente. Non conosciamo bene il rapporto che c’era con quest’uomo e soprattutto non sappiamo se questo ipotetico rapporto è legato a quello che è successo o si è trattato di una casualità“, afferma il legale.

Per la difesa sarà fondamentale chiarire innanzitutto quale fosse il rapporto tra la 24enne e il padre del bambino, oltre a verificare il ruolo dell’altra persona che, secondo le prime ricostruzioni, si trovava a bordo dell’auto al momento dei fatti.

La giovane nega di aver investito il bambino

L’avvocato riferisce anche la versione fornita dalla sua assistita subito dopo l’intervento dei carabinieri. “La madre l’ha chiamata perché sono andati i carabinieri da lei, in quanto intestataria della macchina. La ragazza le diceva: “Non ho investito il bambino”“, racconta Scaramozzino.

Una dichiarazione che sarà ora confrontata con gli accertamenti tecnici e con gli elementi raccolti dagli investigatori.

La difesa: “Non è fuggita dopo i fatti“

Tra gli aspetti contestati dalla difesa vi è anche la ricostruzione secondo cui la giovane si sarebbe allontanata dopo l’investimento. “Sembra che non sia scappata, è stata fermata subito dopo“, sostiene l’avvocato, spiegando che anche questo elemento dovrà essere verificato nel corso delle indagini.

“Da minorenne era stata vittima di stalking e violenze“

Il legale richiama inoltre il passato della sua assistita, evidenziando vicende personali che, a suo giudizio, mal si concilierebbero con il profilo delineato dall’accusa.

“La mia assistita è stata vittima, anche quando era minorenne, di stalking e violenze gravi per le quali ha denunciato. Ha affrontato un processo e i giudici le hanno riconosciuto il coraggio dimostrato. È un tratto che non collima con quello di una persona avventata che possa deliberatamente colpire qualcuno con il rischio di fare del male a un bambino“, afferma Scaramozzino.

Le indagini proseguono

Nel frattempo, la Procura di Torino e i carabinieri continuano gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’investimento e chiarire le responsabilità della 24enne, fermata con l’accusa di tentato omicidio e lesioni personali aggravate.

Il bambino di 5 anni, ricoverato all’ospedale Regina Margherita con un trauma addominale e toracico, non è in pericolo di vita. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta e gli accertamenti tecnici a stabilire se l’investimento sia stato un gesto volontario o un tragico incidente, come sostiene la difesa.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor