22 Settembre 2026
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Escalation criminale a Vibo, il vertice in Prefettura: “Rigurgito intimidatorio, risposte operative immediate”

la Prefettura rafforza i controlli: più presidio del territorio, verifiche mirate e coordinamento stretto tra tutte le forze dell’ordine per garantire sicurezza e prevenzione

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I gravi episodi delinquenziali registrati negli ultimi giorni a Vibo Valentia e nel vicino comune di Jonadi hanno acceso nuovamente i riflettori sulla sicurezza del territorio.
Roghi dolosi, atti intimidatori, messaggi estorsivi e persino aggressioni al personale sanitario: un quadro preoccupante che ha spinto la prefetta Anna Aurora Colosimo a convocare con urgenza il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza.

Dopo una fase di relativa calma, la città torna a fare i conti con la paura: dal cantiere della mensa scolastica della “Buccarelli” dato alle fiamme, all’auto incendiata a Jonadi, fino alla bottiglia incendiaria davanti a una macelleria e all’aggressione a una dottoressa del 118 a Tropea. Senza dimenticare l’attentato natalizio al presidente del Consiglio comunale e i recenti messaggi minatori recapitati a chiaro scopo estorsivo.

Il Comitato sicurezza: presenti tutte le istituzioni

Il vertice si è svolto nella mattinata negli uffici della Prefettura di corso Vittorio Emanuele III. Attorno al tavolo, i vertici delle forze dell’ordine, rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria, ordini professionali e singoli professionisti. Tra i presenti: il questore Rodolfo Ruperti, il comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Parillo, il comandante della Guardia di Finanza Francesco Isidoro Stassi, il sindaco Enzo Romeo e il vicepresidente della Provincia Nico Console.

Tre fronti caldi sul tavolo

Il dossier affrontato dal Comitato si articola su tre direttrici principali: sicurezza dei locali pubblici, alla luce dei fatti di Crans Montana e delle nuove direttive del Ministero dell’Interno; tutela degli operatori sanitari, sempre più spesso bersaglio di violenze; racket ed estorsioni, con una recrudescenza evidente a Vibo e nel suo hinterland È soprattutto su quest’ultimo punto che si concentra l’attenzione massima della Prefettura

Colosimo: “Rigurgito intimidatorio, risposte operative immediate”

La prefetta ha parlato senza giri di parole, ma con un tono fermo e rassicurante: “Abbiamo affrontato l’analisi degli ultimi episodi che si stanno verificando sul territorio, che registra un rigurgito di atti intimidatori con chiari messaggi estorsivi”.

Colosimo ha ribadito la presenza costante delle forze di polizia: “Il controllo delle forze dell’ordine è visibile a tutti. Il territorio è presidiato quotidianamente, ma abbiamo deciso di adottare ulteriori controlli mirati”.

Un passaggio chiave riguarda i recenti ritorni sul territorio: “Le misure tengono conto anche di alcuni recenti ritorni, ed è importante continuare a dimostrare che le forze di polizia ci sono”. Il riferimento è alle scarcerazioni legate al maxi-processo Rinascita Scott, che impongono una vigilanza rafforzata.

“Lo Stato non è distratto. Ma non è emergenza”

Nel messaggio finale, la prefetta ha voluto lanciare un segnale chiaro alla comunità: “Il messaggio che voglio trasmettere è che allo Stato non sfuggono le dinamiche del territorio e che le risposte operative che metteremo in campo saranno adeguate e puntuali”. E poi la rassicurazione più attesa: “Non siamo in una situazione di allarme. Non in questo momento”.

Una città ferita, ma non sola

In una Vibo Valentia sempre più svuotata, dove ogni incendio o minaccia pesa come un macigno sul tessuto sociale ed economico, il vertice in Prefettura rappresenta un segnale politico e istituzionale preciso: la soglia di attenzione è stata alzata, i controlli rafforzati, il coordinamento stretto. La sfida ora è una sola: spezzare la catena della paura, prima che diventi normalità.

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