Con l’inizio della stagione autunnale e il concreto rischio di nuovi eventi meteorologici estremi, la Calabria si trova ad affrontare la minaccia del dissesto idrogeologico senza una delle sue difese tecnologiche più importanti. Il radar meteorologico di Monte Pettinascura, situato nel cuore della Sila e perno della rete di monitoraggio nazionale, è del tutto fuori uso dallo scorso gennaio.
A lanciare l’allarme sono esperti del settore come il geologo Carlo Tansi e il meteorologo Fabio Zimbo, che evidenziano una situazione critica: la regione è attualmente l’unica in tutta Italia priva di un radar meteo operativo, pur figurando tra i territori geograficamente più fragili e vulnerabili del Paese.
Un paradosso tecnologico che minaccia la sicurezza
La disattivazione dell’impianto silano lascia una voragine nel sistema di prevenzione. La copertura del radar di Monte Pettinascura non si limita infatti all’interno dei confini regionali, ma si estende alle regioni limitrofe e ai bacini marittimi circostanti, fondamentali per intercettare le perturbazioni in arrivo dal Mediterraneo.
In assenza dell’impianto, tracciare con tempestività celle temporalesche, linee di convergenza e nuclei precipitativi ad altissima intensità diventa un’operazione estremamente complessa. Secondo Tansi e Zimbo ci si trova di fronte a “un paradosso gravissimo”, specialmente in un’epoca segnata da manifestazioni climatiche sempre più violentemente localizzate.
Cicloni e dissesto: i rischi per l’autunno-inverno
La mancanza di dati in tempo reale mina alla base il lavoro della Protezione Civile e dei sistemi di allerta preventiva. Senza il supporto della scansione radar, prevedere l’esatta traiettoria e la potenza di nubifragi o cicloni mediterranei si trasforma in una sfida dai contorni incerti, proprio mentre l’autunno minaccia le zone già provate dalle recenti alluvioni.
“Le giuste informazioni possono salvare vite umane”, ricordano gli esperti, sottolineando come l’assenza di strumenti adeguati si insinui in un contesto territoriale già compromesso da erosione costiera, dissesto idrogeologico diffuso e un assetto geodinamico fragile.
La sicurezza dei cittadini a rischio
Il fermo prolungato di Monte Pettinascura travalica dunque la dimensione del semplice guasto tecnico per diventare una questione strategica di protezione della popolazione.
In una fascia territoriale soggetta a eventi meteo estremi e sempre più frequenti, riattivare immediatamente l’infrastruttura di monitoraggio rappresenta l’unica strada per evitare che la Calabria continui a rimanere del tutto “cieca” di fronte alle tempeste in arrivo.












