L’inaugurazione della ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival sul lungomare di Soverato ha visto come protagonista d’eccezione l’attore turco Can Yaman, accolto dal calore del pubblico sia nell’Arena sia nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sala consiliare del Comune alla presenza del presidente e del direttore della Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande e Gianpaolo Calabrese. Durante la conversazione d’autore condotta dal giornalista Antonio Capellupo, la star internazionale ha ripercorso le tappe della propria carriera, a partire dagli studi universitari.
“Non è mai stato il mio sogno primario fare l’attore”, ha esordito Yaman. “Studiavo alla facoltà di legge con profitto, ma dentro di me sentivo che non era quella la mia strada. La recitazione è nata quasi per caso, inizialmente persino come uno strumento in università per perfezionare il linguaggio del corpo in vista della professione forense. Poi, l’incontro con le persone giuste e la passione hanno trasformato quello studio in qualcosa di travolgente: oggi mi ritrovo attore internazionale invece che avvocato”.
L’artista ha ricordato l’esperienza formativa vissuta sul set nel suo Paese d’origine prima dell’approdo in Italia. “Il ritmo delle produzioni turche ti trasforma in una macchina da guerra. Io però mi annoio facilmente e sono sempre alla ricerca di nuove avventure” ha spiegato la star. “Non avendo legami familiari la sensazione di libertà mi ha spinto a rischiare. È stato un atto di coraggio che mi ha aperto mondi straordinari”.
Particolare risalto è stato dato alla realizzazione della serie Sandokan, prodotta con il supporto strategico della Calabria Film Commission, dove le ambientazioni della Malesia sono state ricreate sul territorio regionale. “Non conoscevo a fondo la regione, ma fin dai primi giorni ho capito che era la scelta perfetta – ha raccontato l’attore – L’Italia ha dimostrato una genialità produttiva incredibile: il 90% della serie è stato girato qui, valorizzando un territorio unico e ottimizzando ogni risorsa”. Yaman si è poi soffermato sul periodo di permanenza sul set calabrese: “Sono stati giorni solitari, trascorsi a vivere dentro il personaggio, ma davanti a un mare e a spiagge infinite ho trovato la serenità e la concentrazione di cui avevo bisogno. La bellezza di questa terra ha influenzato positivamente la mia interpretazione del personaggio”.

La missione del festival e l’apertura tra cultura e sport
L’apertura della serata, condotta da Carolina Di Domenico e Marco Maccarini, ha visto l’intervento del direttore artistico Gianvito Casadonte. “Abbiamo aiutato a promuovere il cinema in una regione in cui prima mancava e il cinema ci ha donato il triplo dell’amore che abbiamo dato. Siamo bombardati da talmente tante cose che il sistema e il pubblico sono disattenti al talento. La missione del festival, da 23 anni ormai, è proprio questa: mettere in luce i giovani talenti che saranno i maestri del domani” ha affermato il patron della rassegna.
Sul palco è salito anche il professor Massimo Osanna, capo dipartimento del Ministero della Cultura, che ha definito il MGFF “Il Festival dei nuovi sguardi che guarda al futuro”, seguito dalle parole dell’attrice Fotinì Peluso, ambassador di questa edizione: “Noi abbiamo il potere di costruire dei ponti, abbattere delle barriere e arricchirci grazie all’umanità e alla conoscenza del prossimo. Solo connettendoci alla nostra umanità possiamo essere veramente liberi”.
La manifestazione si era aperta nel pomeriggio con il panel Magna Graecia Sport, condotto da Tommaso Labate e Massimo Mauro, con ospite il direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio, premiato con la Colonna d’Oro. Le proiezioni sono invece iniziate al Teatro Comunale con il documentario fuori concorso “Mister TV: SUPER Pippo Baudo Story” di Leonardo Metalli e “Lacerazioni” di Massimiliano Pacifico con Sergio Rubino e Ivana Lotito, per poi proseguire in Arena con la prima opera in concorso, “Lo chiamava Rock ‘n Roll” di Saverio Smeriglio, presentata dal regista insieme agli attori Ivana Lotito, Andrea Montovoli e Federico Villa.
Il programma della seconda giornata
Il cartellone di oggi prevede un’agenda fitta di appuntamenti. Tra i protagonisti attesi sul palco figurano la regista Valeria Golino e l’attore Marco D’Amore, mentre per la sezione Opere Prime e Seconde Italiane verrà proiettata la pellicola “La Gioia” di Nicolangelo Gelormini, con dibattito alla presenza del regista, di Valeria Golino e di Francesco Colella. La serata ospiterà anche il panel “Le grandi fiction Rai in Calabria” con Maria Pia Ammirati (Direttrice Rai Fiction), Giampaolo Calabrese (Direttore Calabria Film Commission), Maria Francesca Gagliardi ed Edmondo Amati per FremantleMedia Italy.
Nell’Area Talk sul lungomare prenderà il via la rassegna Magna Graecia Book con la presentazione del volume “Un popolo di ombre” di Gianni Canova. Al Teatro Comunale le proiezioni pomeridiane proporranno la sezione Documentari con “Radio Solaire” di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci, la sezione Bella Come il Cinema con “Brunori Sas – Il tempo delle noci” di Giacomo Triglia e la sezione Opere Prime e Seconde Internazionali con il lungometraggio “Nino” di Pauline Loquès.












