10 Ottobre 2026
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Naufragio di Cutro, il diario della Finanza e i ritardi nei soccorsi: “Non era rilevante sapere che la motovedetta era rientrata”

Nel processo le annotazioni della notte del naufragio in cui morirono 94 persone. Il brigadiere Panico ammette la comunicazione tardiva sulla V5006: "Non nell’immediatezza"

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Le annotazioni del diario degli avvenimenti del Gruppo aeronavale (Gan) di Taranto della Guardia di finanza, compilate la notte in cui si verificò il naufragio di Steccato di Cutro nel quale sono morte 94 persone, sono state analizzate durante l’udienza nel processo su presunti ritardi nei soccorsi. Lo riporta Ansa.

I movimenti della motovedetta V5006

L’esame della documentazione avrebbe portato alla luce alcune incongruenze oltre a due sole comunicazioni tra la sala operativa del Gan e il Roan (Reparto operativo aeronavale) di Vibo Valentia: il recepimento della segnalazione di Frontex alle 23.45 e l’avviso di impiego del pattugliatore Barbarisi alle 2.05. La parte principale dell’udienza ha riguardato i movimenti della motovedetta V5006, in servizio a Crotone e costretta a rimodulare il piano di navigazione per le condizioni proibitive del mare.

L’interrogatorio del brigadiere

L’imbarcazione aveva fatto rientro in porto per effettuare bunkeraggio e nonostante la sala operativa del Gan fosse a conoscenza del rientro, l’informazione non è stata riportata in tempo reale nel diario degli avvenimenti, venendo registrata solo alle 2.30. Interrogato su questo aspetto, il brigadiere Corrado Panico, capoturno della sala operativa del Gan, ha dichiarato: “Sul diario mettiamo i fatti salienti. Non l’ho annotato perché non era rilevante in quel momento. Serviva a poco saperlo o non saperlo”.

Nel diario era stato annotato anche che il Roan aveva segnalato la V5006 a circa due miglia da Le Castella sebbene non avesse oltrepassato il promontorio di Capocolonna distante oltre 20 miglia. “Il Roan – ha detto Panico – aveva riferito che c’era una loro unità a Le Castella”. Rispondendo ai quesiti del presidente del collegio penale Alfonso Scibona, il teste ha garantito che il comandante del Gan, Nicolino Vardaro (che è tra gli imputati) “era costantemente notiziato via telefono”, riconoscendo la mancata tempestività sulla V5006: “L’ho comunicato, dopo le 2, non nell’immediatezza, perché il nostro pattugliatore, il PV6 Barbarisi, intraprende insieme alla V5006 la navigazione. Il fatto che ci sia anche la V5006 del Roan a quel punto ha valenza operativa”.

Il chiarimento sul caicco

Nel corso dell’udienza, rispondendo al pm Matteo Staccini ha spiegato perché nell’interrogatorio aveva sostenuto che il caicco fosse una barca di migranti: “L’ipotesi era fatta sulla scorta di quello che scrive l’equipaggio dell’Eagle1 nel report: possibile migrant. Però era un’opinione personale che a poco serve perché la valutazione non è di mia competenza”.

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