26 Settembre 2026
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Sparatoria a Vibo, il Riesame annulla la custodia cautelare e Antonio Manco torna libero: “Il video depositato in ritardo”

Accolto il ricorso della difesa nell’inchiesta sui colpi esplosi il 28 agosto contro Gabriele Ionadi. Il filmato prodotto dalla Procura è stato ritenuto inutilizzabile nel procedimento cautelare. Annullata l’ordinanza del gip, l’indagato lascia il carcere

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Antonio Manco torna in libertà. Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato l’ordinanza con cui il gip aveva disposto la custodia cautelare in carcere nei suoi confronti nell’inchiesta sulla sparatoria del 28 agosto a Vibo Valentia. La decisione arriva dopo il ricorso presentato dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Francesco Lione. I giudici hanno accolto l’eccezione difensiva sul video di sorveglianza prodotto dalla Procura: il filmato è stato ritenuto inutilizzabile nel procedimento cautelare perché depositato tardivamente. Il Riesame ha quindi annullato l’ordinanza del gip e disposto la liberazione di Manco che resta indagato a piede libero per tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

Il video al centro dell’ordinanza

Quelle immagini avevano avuto un peso centrale nella decisione del gip. Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza cautelare, documentavano la sequenza degli spari e sostenevano l’ipotesi di tentato omicidio. Durante l’interrogatorio, Manco aveva dato una versione diversa: aveva ammesso di avere sparato, ma aveva sostenuto di volere intimidire Gabriele Ionadi, escludendo l’intenzione di ucciderlo. La difesa aveva chiesto di riqualificare il fatto come lesioni aggravate dall’uso dell’arma e di sostituire il carcere con una misura meno restrittiva. Il gip aveva respinto le richieste. La pronuncia del Riesame cambia ora il quadro cautelare e le motivazioni del provvedimento chiariranno nel dettaglio la portata della decisione oltre alla valutazione degli altri elementi raccolti nell’inchiesta.

Gli otto colpi del 28 agosto

La sparatoria risale alla mattina del 28 agosto. Secondo la ricostruzione investigativa, un uomo si avvicinò all’auto sulla quale era appena salito Ionadi e furono esplosi otto colpi di pistola. Il sessantunenne scese dal veicolo e cercò riparo, riportando ferite al piede destro e alla coscia sinistra. La Squadra Mobile individuò Manco come presunto autore degli spari. Dopo alcuni giorni di ricerche, l’uomo venne fermato. Il gip convalidò il fermo e dispose la custodia in carcere, misura che oggi viene annullata dal Tribunale del riesame di Catanzaro.

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