Il presidio di Davoli è stato al centro dell’incontro tra il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, e agricoltori, autotrasportatori e lavoratori impegnati nella mobilitazione contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione.
Bruno ha raggiunto i manifestanti nella giornata del 1° ottobre, ascoltando le ragioni di una protesta che in Calabria si sta sviluppando in diversi territori. A Davoli, in particolare, il presidio sulla Statale 106 è attivo dalla notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre e coinvolge diverse categorie produttive. “Li ho ascoltati a lungo, perché dietro quei trattori e quei mezzi fermi ci sono aziende, famiglie e persone che chiedono semplicemente di poter continuare a lavorare”, ha dichiarato Bruno.
Il peso di carburante ed energia sulle imprese
Al centro del confronto ci sono stati soprattutto gli effetti dell’aumento dei costi del gasolio, della benzina e dell’energia sulle attività produttive. “Il caro benzina, il caro gasolio e il caro energia stanno mettendo in seria difficoltà aziende e lavoratori, comprimendo i margini e rendendo sempre più difficile sostenere i costi dell’attività e quelli delle famiglie”, ha affermato il consigliere regionale.
Bruno ha quindi richiamato anche una delle principali questioni sollevate dal comparto agricolo: secondo la sua ricostruzione, a fronte dell’aumento delle spese necessarie per produrre, molti operatori continuerebbero a ricevere prezzi che non coprono i costi di produzione.
Le stesse motivazioni sono al centro della mobilitazione regionale “L’Italia scende in piazza”, che coinvolge agricoltori, allevatori, autotrasportatori e altre categorie. Tra le richieste dei manifestanti figurano interventi sul costo del carburante, sui costi produttivi e sul rapporto tra prezzi alla produzione e prezzi finali.
La protesta partita dagli agricoltori e allargata ad altre categorie
Quella di Davoli si inserisce in una mobilitazione più ampia che interessa diversi punti della Calabria. Il presidio lungo la Statale 106 è stato annunciato come iniziativa permanente e a oltranza, mentre nei giorni precedenti erano state organizzate proteste anche a Crotone, Rosarno, Pizzo, Firmo-Sibari e Cariati. Per Bruno, la protesta non riguarda esclusivamente il mondo agricolo. “Si sta allargando in Calabria e in tutta Italia perché nasce da problemi reali, che toccano il tessuto produttivo e sociale del Paese. È una mobilitazione che va ascoltata e sostenuta”, ha dichiarato.
Bruno: “Porteremo queste istanze nelle istituzioni”
Il consigliere regionale ha annunciato l’intenzione di trasferire le richieste raccolte durante l’incontro nelle sedi istituzionali. “Come gruppo Tridico Presidente lavoreremo affinché questo grido arrivi in tutte le sedi competenti: a Reggio Calabria, a Roma e anche a Bruxelles”, ha detto Bruno.
Il capogruppo ha inoltre riferito di voler discutere la situazione con Pasquale Tridico, per valutare le possibili iniziative da intraprendere e gli strumenti attraverso i quali affrontare le difficoltà denunciate dai manifestanti. “Qui ci sono persone che lavorano, producono e fanno sacrifici ogni giorno. Non possiamo permettere che chi crea lavoro, presidia il territorio e tiene in piedi pezzi importanti dell’economia calabrese venga lasciato solo”, ha aggiunto.
Il futuro delle imprese calabresi
Nella parte conclusiva del suo intervento Bruno ha collegato la situazione delle aziende agricole e delle attività produttive alla prospettiva economica della Calabria. “La Calabria ha bisogno di un tessuto produttivo forte. Difendere queste aziende significa difendere il reddito delle famiglie, consentire ai figli di studiare e dare ai giovani la possibilità di restare nella propria terra”, ha affermato.
Il consigliere ha infine assicurato che le richieste raccolte a Davoli saranno portate all’attenzione delle istituzioni: “Quello che ho ascoltato oggi non resterà qui. Porteremo queste istanze dentro le istituzioni, perché la Calabria ha bisogno di risposte, non di rinvii, e di una prospettiva vera di crescita”.
La mobilitazione, intanto, prosegue. I promotori hanno annunciato ulteriori iniziative nei prossimi giorni, con una manifestazione nazionale prevista il 10 ottobre a Cosenza













