Torna al centro dello scontro politico la riforma sull’autonomia differenziata, con l’opposizione che alza le barricate in difesa dell’unità nazionale e dei servizi essenziali per i cittadini.
A lanciare l’allarme è la deputata e coordinatrice calabrese del Movimento 5 Stelle, Anna Laura Orrico, che sollecita il presidente della Regione Roberto Occhiuto a prendere una posizione netta a tutela del territorio, tuonando: “Tornano i fantasmi dell’Autonomia differenziata e con essa la concreta minaccia di diseguaglianze permanenti fra le aree del nostro Paese. Ecco perché è giusto sostenere la petizione popolare promossa dal Comitato Difendiamo la Costituzione e dal Tavolo regionale NO AD (No all’autonomia differenziata) contro le pre-intese di questa pericolosa riforma che spaccherà l’Italia”.
La petizione popolare e la mozione M5S in Consiglio regionale
L’iniziativa punta a frenare l’iter dell’autonomia prima che produca effetti irreversibili. La mobilitazione, sostenuta in modo trasversale da forze politiche, sindacati e realtà sociali, chiede ufficialmente la sospensione dell’approvazione delle pre-intese attualmente in corso e un passaggio istituzionale forte da parte della Regione. Nello specifico, la proposta invita la presidenza regionale a “impugnarle davanti la Corte Costituzionale”.
A supporto di questa battaglia, come ricordato dall’esponente pentastellata, il gruppo del M5S in Consiglio regionale ha già depositato una mozione dedicata a prima firma di Elisabetta Barbuto.
Sanità pubblica e nodi costituzionali: il rischio per i territori fragili
L’ipotesi di accelerare sugli accordi territoriali senza tutele generali preoccupa fortemente i rappresentanti calabresi, in particolare per l’impatto sul sistema sanitario e sull’equità sociale.
Secondo la deputata, il governo stia portando avanti gli accordi “penalizzando alcuni territori come il nostro poiché abbandona la sanità pubblica alla concorrenza, sleale, fra regioni più ricche ed altre endemicamente fragili”. L’attacco istituzionale evidenzia inoltre come si stia procedendo a una vera e propria forzatura procedurale. Gli intesi stanno infatti muovendo i primi passi senza che il governo abbia “né determinato e finanziato i Livelli Essenziali delle Prestazioni né istituito il Fondo perequativo previsto dall’articolo 119 della Costituzione”.
L’appello alla mobilitazione dei cittadini calabresi
Sullo sfondo resta la preoccupazione per la tenuta istituzionale e sociale del Paese, che spinge il Movimento 5 Stelle a chiamare a raccolta la cittadinanza per far sentire la propria voce.
La coordinatrice regionale definisce la situazione di estrema gravità, sottolineando che “la tenuta democratica della nostra Repubblica così come la conosciamo è a repentaglio”. L’invito finale rivolto a tutta la popolazione è quello di partecipare alla raccolta firme, accessibile anche in modalità digitale, sollecitando ancora una volta il presidente della Giunta a “difendere la propria comunità”.












