Una misura tampone che non risolve i problemi strutturali delle famiglie e che punta esclusivamente a rastrellare consensi in vista degli appuntamenti elettorali. È questo il giudizio netto espresso dalla Segreteria della Cgil Calabria in merito alla sospensione del pagamento della tassa automobilistica.
Secondo il sindacato, l’intervento governativo tenta di fare leva sul disagio economico dei cittadini provati dai continui rincari, offrendo tuttavia un semplice contentino.
Nella loro presa di posizione, i rappresentanti sindacali evidenziano infatti che “La sospensione del pagamento del bollo auto nell’anno in cui si torna alle urne, difficilmente può essere interpretata come una misura salva famiglie, ma più verosimilmente ci sembra una chiara mossa a fini elettorali”.
Penalizzate le famiglie numerose e fondi sottratti alla sanità
L’analisi del provvedimento evidenzia ulteriori elementi di criticità legati alla sua applicazione pratica e alla copertura finanziaria. La Cgil sostiene che la norma, destinando l’esenzione ai soli proprietari di utilitarie per uso singolo o di coppia, finisce per penalizzare i nuclei familiari più numerosi che necessitano di autovetture di metratura superiore.
Un ulteriore elemento di allarme riguarda le risorse utilizzate per coprire la misura, che secondo la ricostruzione sindacale verranno sottratte a settori strategici per la tenuta sociale del Paese. I fondi destinati all’esenzione rischiano di essere drenati da comparti nevralgici come la sanità pubblica e le infrastrutture territoriali, riproponendo uno schema già visto in occasione del finanziamento del Ponte sullo Stretto.
Inflazione e salari bassi: l’affondo del segretario Gianfranco Trotta
La situazione economica calabrese sconta un quadro particolarmente complesso, segnato da un’inflazione registrata al 3,3 per cento e spinta da un aumento del 17 per cento dei prezzi dei beni energetici su base annua.
Questo scenario impatta in maniera devastante su un tessuto sociale caratterizzato da stipendi contenuti e precarietà diffusa. Sul tema è intervenuto con fermezza il Segretario Generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, sottolineando l’urgenza di risposte concrete: “Il potere d’acquisto è ormai logoro. Non possiamo continuare ad assistere allo scaricabarile tra Roma e Catanzaro mentre a pagare sono sempre gli stessi: lavoratrici, lavoratori, pensionati e famiglie calabresi. Il Governo nazionale deve assumersi le proprie responsabilità. Le misure tampone non bastano più. Bonus e interventi temporanei possono attenuare nell’immediato una parte degli aumenti, ma non risolvono il problema strutturale del costo dell’energia né quello, ancora più grave, della perdita del potere d’acquisto dei salari”.
Le richieste alla Giunta regionale e l’annuncio delle piazze di protesta
Nel mirino del sindacato finisce anche la risposta politica offerta dalle istituzioni regionali, giudicata insufficiente di fronte alla gravità della crisi in corso.
Trotta invita l’esecutivo calabrese a rompere l’inerzia e a mettere in campo interventi coordinati sul territorio, affermando che “Ma anche la Regione Calabria non può continuare a rimanere ai margini. La giunta deve uscire dal silenzio. La Cgil giudica insufficiente e inadeguata la sua risposta politica di fronte a una situazione che sta colpendo direttamente il tessuto sociale ed economico calabrese. Non basta qualche iniziativa isolata. Non bastano annunci. Non basta intervenire quando l’emergenza è già esplosa. Anziché accordare preintese sull’autonomia differenziata, la Regione deve battere un colpo, anzi, deve batterlo forte. Ha il dovere politico e istituzionale di mettere in campo una strategia regionale sul caro energia, sulla tutela del reddito e sul sostegno alle famiglie e al sistema produttivo”.
La riflessione del segretario generale tocca poi il paradosso energetico di un territorio che produce ingenti volumi di energia senza tuttavia riscontrare benefici sulle bollette dei propri residenti, ribadendo che “manca una visione di sviluppo per la Calabria, manca un piano industriale. La Calabria produce una quantità rilevante di energia, ma questo non può tradursi nell’assurdo paradosso di una regione che contribuisce al fabbisogno energetico nazionale e nella quale famiglie e imprese continuano a subire costi insostenibili. Se la Regione ha strumenti, risorse e competenze, li utilizzi. Se non sono sufficienti, li rivendichi con forza nei confronti del Governo. Quello che non è più accettabile è il silenzio”.
Per dare forza a queste rivendicazioni e sollecitare la convocazione immediata di un tavolo con le parti sociali, la Cgil promuove un piano articolato di mobilitazione che vedrà il sindacato scendere in piazza il 17 ottobre a Roma e il 14 novembre in Calabria.












