Una scossa all’identità del partito e dell’intera coalizione per evitare di scivolare nell’irrilevanza politica. È la linea tracciata dal presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, intervenuto a “Mattino 5” su Canale 5 e a margine dell’evento Bip dedicato alle pubbliche amministrazioni e all’intelligenza artificiale. Richiamando l’eredità fondativa di Silvio Berlusconi, il dirigente azzurro evidenzia l’urgenza di un cambio di passo nella comunicazione, nell’attrazione delle migliori energie economiche e intellettuali e nell’azione di proposta rivolta alle nuove generazioni.
“Penso sia il momento di cambiare Forza Italia e penso che ne sia consapevole anche Tajani al quale tutti noi ci rivolgiamo con grande riconoscenza perché pochissimi credevano che Forza Italia sarebbe sopravvissuta qualche anno fa. Lo ha fatto e lo ha fatto per merito di Tajani. Però Forza Italia deve tornare ad essere la creatura innovativa che Berlusconi pensò quando la fondò”, afferma Occhiuto.
“Forza Italia è stata la più grande innovazione della politica italiana negli ultimi decenni. Io nel libro mi chiedo se sia ancora un’innovazione, se sappia comunicare come faceva Berlusconi, se sappia proporre bandiere riformiste, liberali come faceva Berlusconi, se sappia attrarre i migliori cervelli, nell’economia, nel ceto intellettuale del paese, se sappia parlare ai giovani come parlava Berlusconi. Beh forse tutte queste cose oggi non le fa così bene come le faceva un tempo, quando c’era Berlusconi. Anche su temi scomodi, come i diritti civili, bisogna avere più coraggio. Avere un’identità più marcata perché rischiamo di farci percepire dagli elettori, soprattutto dai più giovani, come un partito ingiallito, e facciamo percepire il centrodestra come una coalizione ingiallita. Non è così. Il centrodestra non è una coalizione vintage. Può parlare ai giovani, può interpretare il futuro di questo Paese ma deve avere il coraggio di riprendere alcune ricette liberali, riformiste, di modernità che fanno vincere davvero e fanno governare bene dopo aver vinto. Se abbiamo paura dei populisti, se inseguiamo Vannacci sul suo terreno credo che non facciamo né il bene del centrodestra né il bene del Paese”.
L’analisi del voto in Calabria e lo scontro con i populisti
Nel commentare gli equilibri interni al centrodestra e gli esiti delle recenti consultazioni suppletive, Occhiuto rivendica il valore dell’azione amministrativa concreta contro la demagogia e respinge le narrazioni di crescita delle forze sovraniste sul territorio calabrese.
“Il centrodestra vince se ha maggiore autoconsapevolezza di sé, se ha fiducia nella sua possibilità di spiegare agli elettori che si governa facendo le riforme, cambiando il Paese e non evocando le paure senza proporre alcuna soluzione come fanno i populisti. Il 10% di Vannacci in Calabria è drogato perché aveva preso il capogruppo di Forza Italia, un campione di preferenze e pensava di sconfiggere Forza Italia e che la Calabria potesse essere la sua Sassonia. Scherzando, due giorni fa ho detto che invece è stato preso a sassate elettorali”.
“Alle suppletive in Calabria gli elettori hanno votato per un modello di governo, sia per quello che si sta realizzando a Reggio dove c’è un sindaco bravissimo che è Francesco Cannizzaro sia per quello che abbiamo realizzato nel resto della Regione. I reggini hanno votato per chi ha fatto le cose non per chi evoca le paure come i populisti, come ha fatto il generale Vannacci e come quotidianamente fa Futuro nazionale”.
In merito alle polemiche legate alle uscite d’attacco durante la campagna elettorale e al caso della foto fake che ha coinvolto la sottosegretaria Matilde Siracusano, il governatore ribadisce la propria posizione etica e di stile istituzionale. “Non so se ha pesato elettoralmente, certo è indice di un modo di intendere la politica e i rapporti politici che dovrebbe essere letto con qualche preoccupazione dagli elettori. Matilde Siracusano si sa difendere da sé e mi pare l’abbia fatto molto bene. Credo che Vannacci avrebbe fatto bene a scusarsi, semplicemente. Se avesse detto mi dispiace, ho sbagliato forse avrebbe dimostrato che oltre ad essere un generale è anche un gentiluomo”.
Politiche giovanili: la proposta della ‘no tax area’ fino a 35 anni
Per contrastare lo spopolamento e la migrazione del capitale umano verso l’estero, Occhiuto delinea la necessità di una revisione del sistema retributivo nazionale e richiama gli strumenti d’incentivo allo studio già avviati a livello regionale.
“Io vorrei che il nostro sistema retributivo, nel pubblico e nel privato, premiasse l’innovazione, la modernità, la creatività, così come avviene nelle grandi imprese. Io propongo, per esempio, una no tax area fino a 35 anni”.
“Ci sono tanti giovani che ogni anno lasciano l’Italia perché vanno in Europa, nel mondo. Vanno dove la loro creatività è meglio remunerata. Ed è un peccato perché noi siamo il paese del Made in Italy, della creatività e la creatività viaggia nelle teste e nelle gambe dei giovani. Allora le grandi imprese sono quelle che investono di più nel lavoro dei giovani perché porta innovazione, modernità. Noi invece abbiamo un sistema retributivo sia nel pubblico che nel privato che premia di più l’anzianità, premia di più chi è più vecchio”.
“Nel libro racconto anche esperienze che ho fatto nella mia azione di governo. Per esempio, in Calabria abbiamo fatto il reddito di merito, diamo da 500 a 1000 euro al mese a tutti i giovani calabresi che si iscrivono nelle università calabresi e che mantengono però la media dal 27 al 30 e abbiano tutti gli esami in corso. Questo perché ho visto che molti lasciavano la Calabria, a volte l’Italia, all’atto di iscriversi in un’università fuori dalla Calabria”.
Riformismo, risposta all’astensionismo e le sfide dell’Intelligenza Artificiale
In merito al posizionamento strategico del partito, Forza Italia viene indicata dal vicesegretario come l’approdo naturale per l’elettorato moderato attualmente sprovvisto di riferimenti nel panorama politico. A questa prospettiva si affiancano le riflessioni sull’impatto economico e industriale della trasformazione digitale.
Forza Italia deve rappresentare “all’interno del centrodestra la parte più liberale, più riformista”: è “l’unica linea possibile” per il partito, ribadisce Occhiuto, confermando la convinzione che la dirigenza nazionale condivida l’impostazione. “Ciascuno di noi deve fare il proprio – ha spiegato – io cerco di farlo stimolando il partito ad assumere questa posizione con più coraggio e maggiore decisione”. Per Occhiuto il campo largo “sta marginalizzando i riformisti”, che “oggi non hanno una loro casa politica”. Per battere il centrosinistra, conclude, “dobbiamo rivolgerci a quella parte di elettorato che non trova più un’offerta politica adeguata”.
Sul fronte delle sfide tecnologiche, l’analisi del governatore evidenzia come il rischio di un divario nell’adozione dell’intelligenza artificiale possa penalizzare il tessuto produttivo più frammentato. Il rischio è che l'”AI divide”, cioè il divario tra chi può sfruttare l’intelligenza artificiale e chi no, “possa rappresentare in futuro un problema”, soprattutto in una parte del Paese “dove già il digital divide ha rappresentato un problema”. “Penso a tante micro imprese” che non hanno “la capacità di condividere dati con altre micro imprese” e non potrebbero sfruttare “le enormi possibilità” dell’IA. L’intelligenza artificiale, per Occhiuto, va osservata “con le giuste preoccupazioni”, ma “senza concentrarsi solo sulle preoccupazioni” perché può essere “un grande volano di produttività per molte imprese”. In Lombardia, aggiunge infine, “industriali lombardi stanno mettendo insieme le esperienze delle micro imprese per cogliere appieno la sfida dell’IA”.













