17 Settembre 2026
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Squillace, bomba ecologica a Fiasco Baldaia: “Servono bonifica immediata e tavolo tecnico urgente”

A sei anni dal rogo dell'ex impianto di rifiuti, fumi e focolai minacciano la salute pubblica. L'affondo del consigliere regionale Enzo Bruno sulla Giunta calabrese

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A sei anni dal devastante incendio che ha distrutto l’ex impianto di selezione dei rifiuti in contrada Fiasco Baldaia a Squillace, la situazione ambientale resta al limite dell’emergenza.
I residenti continuano a convivere con fumi, miasmi e la periodica riaccensione di focolai, mentre resta ancora da completare la bonifica dell’area. Per fare chiarezza e velocizzare gli interventi, il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al vertice della Giunta regionale, chiedendo un’azione decisa con la formula: “Subito bonifica e messa in sicurezza”.

Un’emergenza ambientale mai risolta dal 2020

La vicenda risale al 5 ottobre 2020, quando un tragico rogo devastò un capannone di circa 800 metri quadrati, coinvolgendo complessivamente un’area di 1.500 metri quadrati. A distanza di quasi sei anni, i residui di carta, plastica e alluminio non sono stati interamente rimossi. Questa prolungata stasi alimenta la profonda preoccupazione dei cittadini, che temono gravi ripercussioni sulla qualità dell’aria, sul suolo, sulle falde acquifere e sulla salute pubblica. Il sit-in dello scorso 15 settembre, che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, del sindaco Enzo Zofrea, dell’ex sindaco Pasquale Muccari e dello stesso Bruno, ha riacceso i riflettori su una ferita ancora aperta del territorio.

Tavolo tecnico, controlli Arpacal e monitoraggio dell’aria

Di fronte a questo scenario, l’iniziativa consiliare punta a sollecitare decisioni immediate. Bruno chiede alla Regione di convocare con la massima urgenza un tavolo tecnico tra Comune, assessorato regionale all’Ambiente, Arpacal, Asp, Vigili del Fuoco ed enti competenti per definire con precisione responsabilità, procedure, risorse e un cronoprogramma certo. L’interrogazione punta il dito anche sulle verifiche ambientali: si chiede quando verrà installato il laboratorio mobile annunciato da Arpacal, quanto durerà il monitoraggio dell’aria e quando partiranno i controlli su suolo e acque sotterranee. Le attività di analisi rappresentano “un primo passo indispensabile”. Tuttavia, devono essere accompagnate da fasi operative concrete per la completa rimozione dei materiali.

Messa in sicurezza e il principio “chi inquina paga”

Un altro nodo fondamentale riguarda la sostenibilità economica degli interventi, il cui costo stimato si aggira intorno a un milione di euro: una cifra che il Comune di Squillace ha già dichiarato di non poter sostenere da solo. Per evitare ulteriori vicoli ciechi, Bruno sollecita l’attivazione degli strumenti finanziari e amministrativi regionali in danno ai privati responsabili, qualora non intervengano nei tempi prescritti. Per il capogruppo regionale, le procedure di accertamento e l’applicazione del principio “chi inquina paga”. Non possono trasformarsi in un pretesto per rinviare la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. L’atto si conclude dunque sollecitando risposte certe su “entro quali tempi la Giunta regionale ritenga possibile arrivare alla completa messa in sicurezza e alla bonifica dell’area”.

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