Si è concluso con un bilancio altamente positivo il convegno dedicato alle sfide della neurologia contemporanea, promosso dai responsabili scientifici Domenico Bosco, Giovanni Frontera e Rosario Iannacchero. L’appuntamento ha riunito specialisti da tutta Italia per fare il punto su patologie cerebrovascolari, neurodegenerazione, cefalee e nutrizione, confermando Catanzaro quale punto di riferimento nazionale per la formazione sanitaria.
Prevenzione, intelligenza artificiale e nutrizione
Nel corso delle sessioni è stato ricordato che le patologie cerebrovascolari rappresentano per incidenza la terza causa di morte e la prima di disabilità, rendendo cruciali la diagnosi precoce e la personalizzazione delle cure. Grande attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale, descritta come un sistema di accelerazione dei processi decisionali che consente di elaborare i dati in tempo rapido per una diagnosi mirata, senza tuttavia sostituire l’umanità del rapporto medico-paziente.
Sul fronte della prevenzione primaria, la nutrizionista Sara Farnetti ha ribadito che la nutrizione non è una cura pulsatile, ma una cura continua che deve essere fatta tutti i giorni.
Il rafforzamento della rete neurologica e il ruolo della “Dulbecco”
La due giorni ha offerto l’occasione per delineare le prospettive di crescita del sistema sanitario regionale. Il direttore generale dell’AOU “Dulbecco”, Simona Carbone, ha confermato gli investimenti aziendali sullo sviluppo dell’area neurologica e sulla neuroradiologia interventistica.
Sulla stessa linea Salvatore Mangiafico, neo consulente per la formazione dell’équipe neurointerventistica, ha evidenziato che il paziente deve arrivare subito, nel momento giusto e nel posto giusto, sottolineando l’importanza dell’efficienza nelle reti stroke. Il dibattito ha inoltre spaziato tra innovazione tecnologica, integrazione tra ospedale e territorio — sottolineata dal presidente dell’Ordine dei Medici Vincenzo Ciconte e dall’assessore regionale Antonio Montuoro — e temi di responsabilità medico-legale approfonditi con il procuratore Camillo Falvo e il criminologo Giulio Di Mizio”.















