La gestione del Servizio di Emergenza Urgenza 118 in Calabria finisce al centro di un duro scontro politico in Consiglio regionale. Il capogruppo della lista “Tridico Presidente”, Enzo Bruno, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto. Al centro del documento si evidenzia il progressivo svuotamento di personale e di mezzi del sistema di soccorso, situazione resa ancora più precaria dall’incremento della popolazione e dei flussi turistici lungo il territorio regionale durante la stagione estiva.
“La situazione del 118 è ormai precaria da anni. Medici, infermieri e autisti operano in condizioni sempre più difficili, dovendo spesso garantire anche trasferimenti ordinari tra ospedali per semplici consulenze. A questo si aggiungono condizioni di lavoro gravose e disparità retributive che spingono molti operatori a cogliere qualsiasi opportunità pur di lasciare il servizio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sempre meno personale e un numero crescente di ambulanze demedicalizzate” afferma Bruno.
“Da settimane si moltiplicano le segnalazioni di disservizi che finiscono per compromettere non solo l’efficienza, ma perfino la sicurezza del sistema dell’emergenza. Quando i tempi di intervento si allungano oltre il limite accettabile, il problema non è più soltanto organizzativo, ma riguarda direttamente il diritto dei cittadini a ricevere soccorsi tempestivi” sostiene il consigliere regionale.
Le contestazioni alla gestione centralizzata di Azienda Zero
Sotto la lente dell’opposizione finisce il modello organizzativo adottato dalla Regione, incentrato sull’assegnazione ad Azienda Zero della gestione operativa dell’emergenza-urgenza. Secondo la ricostruzione presentata nell’interrogazione, la centralizzazione delle decisioni non ha ridotto i tempi di attesa, provocando invece il dirottamento di mezzi da stazioni molto distanti dal punto di chiamata e lasciando temporaneamente scoperte intere aree territoriali. A questo si aggiunge un distorto utilizzo dell’elisoccorso e il continuo rinvio dell’attivazione del Numero Unico Europeo 116/117.
“Si è pensato che la centralizzazione fosse la soluzione, ma i fatti dimostrano il contrario. Abbiamo assistito a interventi effettuati da postazioni lontanissime dal luogo dell’emergenza, con ambulanze costrette a partire da Soveria Mannelli fino a Gimigliano, oppure da Falerna verso Paola, con inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza e vaste aree che restano temporaneamente scoperte” contesta Bruno.
“Una risorsa fondamentale e molto costosa viene impiegata sempre più spesso per interventi che non rappresentano vere emergenze tempo-dipendenti, come la constatazione di decessi o malori che potrebbero essere gestiti diversamente. È il sintomo di un sistema che non riesce più a distribuire correttamente uomini e mezzi” evidenzia il rappresentante della minoranza, criticando poi il ritardo sul numero unico: “Doveva rappresentare lo strumento per governare l’intero sistema dell’urgenza, indirizzando i cittadini verso il servizio più appropriato e alleggerendo il carico del 118. E invece continua a essere soltanto oggetto di annunci”.
“Queste agenzie, in quasi tutte le regioni italiane, nascono per semplificare attività amministrative come gli acquisti centralizzati o il reclutamento del personale, non per assumere direttamente la gestione operativa di un servizio delicato come l’emergenza-urgenza, da cui dipende la possibilità di salvare vite umane” precisa l’esponente di opposizione.
La richiesta di interventi immediati per il personale sanitario
In conclusione dell’atto di sindacato ispettivo, il capogruppo sollecita una revisione organica delle politiche sul personale sanitario, chiedendo la creazione di un piano di incentivazione economica e di carriera capace di fermare la fuga dei professionisti dalle strutture di soccorso.
“Occhiuto dovrebbe concentrarsi sulle vere priorità: rendere attrattivo il lavoro nel 118 attraverso incentivi economici, percorsi di crescita professionale e migliori condizioni di lavoro per medici, infermieri e autisti. Serve una struttura competente, capace di organizzare in maniera efficiente il servizio e di garantire ai calabresi una certezza in più nel momento del bisogno. Continuare a ostentare soddisfazione per l’attuale situazione significa ignorare una realtà che cittadini e operatori vivono quotidianamente” conclude Bruno.











