La Calabria che prova a lasciarsi alle spalle il racconto delle occasioni perdute e a imporsi come destinazione turistica completa. Non più soltanto mare, ma anche montagna, parchi, borghi, cammini, ciclovie, vino ed enogastronomia. È questa la fotografia tracciata dall’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese, tra gli ospiti della terza edizione del Vinitaly in the City, il grande evento che ha riacceso i riflettori sull’area archeologica di Sibari. “È una scommessa vinta, con grande soddisfazione per il governo regionale e per Gianluca Gallo, ideatore di un progetto importante che oggi sta diventando un modello nazionale”, ha affermato Calabrese.
L’assessore ha rivendicato il lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto, sottolineando come le iniziative messe in campo stiano producendo risultati rilevanti anche in settori nei quali, fino a poco tempo fa, una crescita così marcata appariva tutt’altro che scontata. “Siamo contenti di come stanno andando le cose in Calabria. Le attività e le iniziative avviate in questi anni con il presidente Occhiuto stanno portando risultati, forse inaspettati anche su alcuni asset”.
I numeri del turismo calabrese
Il punto centrale resta il turismo. Secondo Calabrese, i dati più recenti confermerebbero una fase di crescita ormai strutturale. “C’è enorme soddisfazione. Anche i dati della Banca d’Italia confermano la forte crescita della Calabria negli ultimi anni, sia nelle presenze sia negli arrivi”.
Una crescita che l’assessore collega alle politiche regionali di sostegno alla mobilità e all’accessibilità del territorio. “Questo risultato è stato possibile grazie agli investimenti sulle compagnie low cost e sugli aeroporti. Ma la mossa vincente è stata soprattutto quella di raccontare la Calabria”.
Il riferimento è anche alle parole pronunciate dai ministri Alessandro Giuli e Francesco Lollobrigida, che hanno insistito sulla necessità di superare una rappresentazione della regione concentrata quasi esclusivamente sui suoi problemi. “Forse la Calabria non veniva raccontata per quello che realmente è. Negli anni passati si è sbagliato. Prima non rientrava nei radar del turismo, oggi invece è una meta turistica viva”.
“La Calabria viene trattata con rispetto”
Per Calabrese, il cambiamento sarebbe evidente soprattutto nelle principali fiere di settore, in Italia e all’estero. “Quando partecipiamo alle più importanti manifestazioni nazionali e internazionali, la Calabria viene trattata con grande rispetto e con grande attenzione per ciò che offre”.
Non più, dunque, una destinazione marginale o confinata a una stagione turistica breve, ma un territorio capace di proporre esperienze differenti durante tutto l’anno. “La Calabria non è soltanto mare. È montagna, parchi, vini, enogastronomia, enoturismo, ciclovie e cammini. In Calabria c’è veramente tutto”.
Una pluralità di risorse che, secondo l’assessore, sta iniziando a essere percepita anche dai visitatori italiani e stranieri. “Le grandi opportunità offerte dalla nostra regione vengono apprezzate da tantissimi turisti, che stanno arrivando e continuano ad arrivare”.
La sfida della qualità
L’aumento degli arrivi, tuttavia, non può rappresentare un punto di arrivo. Per Calabrese, la nuova sfida è trasformare la crescita quantitativa in un miglioramento stabile dell’offerta e dei servizi. “Dobbiamo continuare a investire sulle compagnie low cost e, soprattutto, dobbiamo continuare a creare qualità, perché è questo che chiedono i turisti che scelgono la Calabria”.
La qualità diventa così il terreno sul quale si misurerà la capacità della regione di fidelizzare i visitatori e consolidare la propria posizione nel mercato turistico nazionale e internazionale.
“Gli imprenditori ci credono”
Nell’intervista rilasciata ai microfoni di Calabria7 l’assessore ha inoltre riconosciuto il ruolo centrale svolto dagli operatori privati. “Gli imprenditori ci credono, stanno aumentando e stanno migliorando la qualità dell’offerta e dei servizi turistici. Noi siamo al loro fianco”.
Calabrese ha escluso che i risultati possano essere attribuiti soltanto all’azione istituzionale, parlando invece di un percorso condiviso. “Tutto quello che abbiamo fatto non lo abbiamo fatto da soli. Lo abbiamo fatto insieme agli imprenditori calabresi e alle associazioni di categoria”.
Il messaggio finale è rivolto quindi all’intero sistema turistico regionale: istituzioni, imprese e territori devono continuare a muoversi nella stessa direzione. “Dobbiamo proseguire su questo percorso”.
La Calabria, insomma, sembra aver iniziato a cambiare posizione sulla mappa del turismo. La vera prova, adesso, sarà trasformare l’attenzione conquistata in una reputazione duratura, alzando la qualità dei servizi e mantenendo fede alla promessa di una regione capace di offrire molto più del suo mare.











