24 Ottobre 2026
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Campi dimenticati, Coltano: il purgatorio dei vinti dopo la Seconda guerra mondiale

Nel 1945, dopo la caduta del fascismo, gli Alleati rinchiusero nel campo di Coltano, vicino Pisa, migliaia di ex militari della Repubblica Sociale Italiana. Tra loro anche prigionieri calabresi

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PWE 337. Le lettere stanno per Prisoner of War Enclosure (Recinto per prigionieri di guerra), il numero 337 completa la spiegazione: “Campo di concentramento” di Coltano. Tale campo fu allestito dagli Alleati al termine del secondo conflitto mondiale, tra luglio e settembre del 1945, nella omonima frazione del comune di Pisa. Esso servì come centro di detenzione per prigionieri di guerra fascisti della ex Repubblica sociale italiana, militari germanici e collaborazionisti dell’esercito tedesco di altre nazionalità. Il campo era composto in realtà da tre campi. Il PWE 336 (418mila metri quadrati) era destinato ai prigionieri di guerra tedeschi, il PWE 337 (382mila metri quadrati) ai soli italiani e il PWE 338 (423mila metri quadrati) ai tedeschi e ai collaborazionisti stranieri, principalmente sovietici. Alla 92ª Divisione “Buffalo” della V armata USA fu affidata, tra il maggio e il settembre 1945, la gestione del campo PWE 337, in cui furono rinchiusi circa 32.000 ex militari della Repubblica Sociale Italiana.

I prigionieri calabresi, le commissioni e l’amnistia Togliatti

Dentro questo campo furono, anche, rinchiusi i calabresi che fecero parte dei circa 32.000-35.000 militari della RSI che, alla fine della seconda guerra mondiale, furono internati in questo campo di concentramento. A partire dalla fine di agosto del 1945, la giurisdizione passò alle autorità italiane. I prigionieri subirono un processo di classificazione da parte di apposite commissioni per accertare eventuali crimini di guerra; molti “non liberabili” furono successivamente trasferiti in altri campi, come quello di Laterina (Arezzo), prima di poter finalmente fare ritorno a casa dopo l’amnistia varata dal Guardasigilli dell’epoca, che era Palmiro Togliatti, o dopo l’eventuale proscioglimento.

Coltano, il purgatorio dei vinti dopo la Seconda guerra mondiale

In definitiva, il campo di concentramento di Coltano, trasformato nel purgatorio di migliaia di vinti, fu utilizzato, tra luglio e settembre del 1945 come centro di detenzione per prigionieri di guerra fascisti della ex Repubblica sociale italiana, militari germanici e collaborazionisti dell’esercito tedesco di altre nazionalità.

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