All’inizio non c’erano i grandi nomi di Hollywood. C’era soprattutto un’idea, forse perfino sproporzionata rispetto al luogo nel quale era nata: portare il cinema d’autore e i suoi protagonisti in Calabria, far incontrare giovani registi e pubblico, trasformare per alcune sere d’estate una città del Sud in un piccolo centro del mondo cinematografico.
Era il 2004 quando Alessandro e Gianvito Casadonte diedero vita al Magna Graecia Film Festival. Ventitré edizioni dopo, il festival torna oggi, 25 luglio, a Soverato, dove resterà fino al primo agosto con otto serate tra Teatro Comunale e Arena sul lungomare. Il cuore originario non è cambiato: opere prime e seconde, documentari, giovani autori. Intorno, però, è cresciuto un evento capace negli anni di ospitare alcuni dei nomi più riconoscibili del cinema mondiale.
Quando Ettore Scola disse sì a un festival nato al Sud
Prima ancora di Hollywood ci furono i maestri italiani. La storia ufficiale del festival ricorda la “benedizione” di Ettore Scola, insieme a Mario Monicelli, Citto Maselli, Ugo Gregoretti e Giorgio Arlorio. Non semplici ospiti di passaggio, ma personalità che contribuirono alla crescita della manifestazione nelle sue prime stagioni.
Scola sarebbe diventato per Gianvito Casadonte qualcosa di più di un grande nome da inserire in un cartellone: un riferimento umano e artistico. Non è casuale che proprio l’edizione 2026 gli riservi un omaggio nel decennale della scomparsa. Da lì la storia cambia dimensione.
Richard Gere arriva in Calabria per la prima volta
Una di quelle immagini che restano porta la data del 2022. Richard Gere scende in Calabria per il Magna Graecia Film Festival. È la sua prima volta nella regione. Dall’aereo guarda il territorio e, incontrando i giornalisti, racconta lo stupore per le coste e le colline viste dall’alto. Al festival riceve la Colonna d’Oro alla carriera e incontra il pubblico in una masterclass.
Per qualche ora Catanzaro diventa il luogo nel quale uno degli uomini simbolo di Hollywood racconta Pretty Woman e Ufficiale e gentiluomo a poche decine di metri da migliaia di spettatori calabresi. Ed è proprio questa prossimità ad aver segnato il festival: la star non chiusa in un evento per pochi, ma davanti a un’arena popolare.
Poi arriva Kevin Costner
Due anni dopo il livello sale ancora. Nel 2024 arriva Kevin Costner, Premio Oscar, attore e regista di Balla coi lupi, protagonista di Guardia del corpo e, per le nuove generazioni, volto di Yellowstone. Non una comparsata.
Costner porta al Magna Graecia Film Festival il primo capitolo di “Horizon – An American Saga”, il progetto cinematografico al quale aveva legato una delle sfide più importanti della sua carriera. Con lui, nella stessa edizione, arrivano anche il Premio Oscar Tim Robbins e Michel Platini.
È forse in quelle giornate che l’ambizione originaria del festival diventa plasticamente visibile: un divo americano atterra a Lamezia Terme e poche ore dopo la Calabria finisce nei servizi televisivi nazionali per un evento di cinema.
Da Russell Crowe a Susan Sarandon: la galleria di Hollywood
Ma Costner e Gere sono soltanto due fotografie di un album diventato enorme. L’elenco ufficiale del Magna Graecia Film Festival attraversa oltre vent’anni di cinema internazionale: Russell Crowe, Susan Sarandon, Tim Robbins, John Landis, Matt Dillon, Matthew Modine, Paul Haggis, Michael Radford, Nastassja Kinski, Tim Roth, Rupert Everett, Richard Dreyfuss, Oliver Stone, Christopher Lambert, Peter Greenaway. E ancora Pamela Anderson, Mira e Paul Sorvino, John Savage e Nick Vallelonga.
Nomi che, messi uno dietro l’altro, raccontano meglio di qualsiasi slogan il salto compiuto dalla manifestazione. Non è più soltanto la domanda “chi verrà quest’anno?”. La vera storia è come sia stato possibile costruire in Calabria una rete di relazioni capace di portare qui, anno dopo anno, personalità di questa dimensione.
Ventitré anni dopo si torna dove tutto era cominciato
Anche la geografia del festival racconta qualcosa. Dopo le prime edizioni a Soverato e i dodici anni trascorsi a Catanzaro dal 2013 al 2024, la manifestazione è tornata nel 2025 nella città ionica dove aveva mosso i primi passi. Casadonte aveva definito quella lunga stagione catanzarese “dodici anni esaltanti”, sottolineando il ritorno d’immagine e l’indotto prodotti per il territorio.
Adesso Soverato è nuovamente la casa del festival. L’Arena sul lungomare, il pubblico davanti al palco, il cinema a pochi metri dal mare. Una cartolina che probabilmente racconta meglio di qualunque teatro chiuso l’identità che il Magna Graecia ha cercato di costruirsi.
E adesso tocca a Kevin Spacey
La 23esima edizione porta nuovamente una star internazionale in Calabria. È Kevin Spacey, due volte Premio Oscar, uno degli ospiti d’onore dell’edizione che prende il via oggi. Accanto a lui arriveranno, fra gli altri, Can Yaman, Valeria Golino, Marco D’Amore, Lino Banfi, Caterina Murino e Roberto Vecchioni. Ma ridurre il Magna Graecia alla sfilata dei nomi sarebbe probabilmente il modo più semplice per non comprenderne la storia.
Il festival continua infatti a dichiarare come propria missione principale la scoperta di opere prime e seconde italiane e internazionali, affiancando alle proiezioni incontri dedicati a sport, salute, letteratura e, da quest’anno, anche alla giustizia. Casadonte lo definisce anche uno strumento di “marketing territoriale”, capace di promuovere la Calabria attraverso cinema e cultura.
Da una scommessa alle star di Hollywood
Ed è forse questa la storia dentro la storia. Non Kevin Costner. Non Richard Gere. Non Russell Crowe o Kevin Spacey presi singolarmente. Ma il fatto che un festival nato in Calabria nel 2004, dedicato inizialmente soprattutto agli esordi cinematografici, ventitré anni dopo possa mettere insieme quei nomi senza che la loro presenza sembri più qualcosa di impossibile. Questa sera si ricomincia da Soverato. Le luci dell’Arena si accenderanno ancora una volta sul lungomare. Davanti ci sarà il pubblico, dietro il mare Ionio.Hollywood, ormai, da queste parti conosce la strada.











