La pletora dei “ricorsisti” si arricchisce di un’altra pregiata unità. Giunge, infatti, notizia che Pietro Raso, eletto con la Lega in consiglio regionale, per ben 2 volte in neanche cinque anni, ma non riconfermato nella tornata di ottobre scorso, si stia muovendo legalmente per verificare la correttezza delle procedure di temporaneo distacco dagli incarichi di responsabilità che Giampaolo Bevilacqua, neo consigliere regionale supplente, avrebbe ricoperto nell’amministrazione di appartenenza (la Regione), prima di candidarsi con la Lega.
Kramer contro Kramer, versione lametina
Una partita interminabile, quella tra i due esponenti del Carroccio lametino, roba da Kramer contro Kramer. Al riguardo, si ricorderà di certo che i due si sono contesi la seconda posizione utile alle spalle del primo eletto nel collegio centrale, Filippo Mancuso, fino all’ultimo voto.
Venti voti: una fesseria
Tant’è che le verifiche compiute a distanza di alcune settimane dallo scrutinio ufficiale hanno decretato uno scarto di una ventina di voti tra gli sfidanti, una fesseria. Partita chiusa? Macché, Raso ha aperto ufficialmente il secondo tempo supplementare, nella speranza di riprendersi lo scranno a Palazzo Campanella.
Gli altri duelli di carte bollate
Vedremo come andrà, insieme a tutti gli altri duelli tra opposte carte bollate.
Vedi quello tra Enza Bruno Bossio e la collega di partito Rosellina Madeo, risultata eletta per il PD nella circoscrizione nord.
Poi c’è il ricorso dell’attuale vicesindaca di Catanzaro, Giusy Iemma, sempre del Pd, che turba i sonni degli eletti in consiglio regionale di Noi Moderati, ma anche quelli di Giuseppe Falcomatà.
Insidiosi, e sulla stessa linea d’onda giuridica, anche i ricorsi presentati contro il metodo di attribuzione dei quorum, che legano in una strana grossa coalizione destra e sinistra: Sarica (Lega), De Nisi (centrosinistra) e Michele Comito.
Il verdetto di febbraio
Ad ogni buon fine, entro la prima decade di febbraio tutte queste roventi partite entreranno nelle rispettive aule di giustizia. Impossibile dire come andranno a finire. È certo che se esse dovessero premiare i ricorrenti, la geografia consiliare muterebbe radicalmente, riportando in auge il detto trapattoniano, celebrato dal primo irraggiungibile Mai dire Gol: “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”.













