24 Settembre 2026
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Percepiva in modo indebito il reddito di cittadinanza: in carcere Riccardo Bossi, primogenito del fondatore del Carroccio

Arrestato a Busto Arsizio il figlio maggiore di Umberto Bossi. Nel cumulo appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza

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Il primogenito di Umberto Bossi è stato arrestato dai carabinieri a Busto Arsizio ed è stato trasferito nel carcere della città varesina. Riccardo Bossi deve scontare un cumulo di pene pari a 5 anni e 9 mesi di reclusione, sulla base di un provvedimento firmato dal procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino.

L’arresto è avvenuto nella giornata di mercoledì 23 settembre, quando i carabinieri hanno raggiunto Bossi nella sua abitazione e hanno dato esecuzione al provvedimento. Le condanne comprese nel cumulo riguardano fatti risalenti agli anni compresi tra il 2011 e il 2020.

Le condanne per appropriazione indebita, truffa e reddito di cittadinanza

Il provvedimento riguarda condanne relative a diversi procedimenti per appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza.

La pena complessiva da scontare è dunque di 5 anni e 9 mesi, come confermato dalle informazioni diffuse dalla Procura. Nel computo, tuttavia, non rientra la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.

Quest’ultima vicenda giudiziaria ha seguito un percorso distinto. Il Tribunale di Varese, nel giugno 2025, aveva condannato Bossi a un anno e quattro mesi; la sentenza era stata poi confermata dalla Corte d’Appello di Milano. Contro quest’ultima decisione, secondo quanto riferito da Adnkronos, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione.

Riccardo Bossi trasferito nel carcere di Busto Arsizio

L’esecuzione del provvedimento è stata affidata ai carabinieri, che hanno raggiunto Riccardo Bossi nella sua abitazione di Busto Arsizio. Dopo l’arresto, il primogenito di Umberto Bossi è stato accompagnato nella casa circondariale della città, dove dovrà scontare la pena prevista dal cumulo.

La misura arriva al termine dell’iter relativo alle condanne confluite nel provvedimento esecutivo. I fatti oggetto delle sentenze risalgono a un periodo compreso tra il 2011 e il 2020.

Renzo Bossi: “Con Riccardo abbiamo avuto vite differenti”

Sulla vicenda è intervenuto anche Renzo Bossi, fratello di Riccardo e figlio di Umberto Bossi. Interpellato da Adnkronos, ha spiegato di aver appreso dell’arresto attraverso gli organi di stampa e ha scelto di non entrare nel merito delle vicende giudiziarie.

“Credo che, nella vita, ognuno sia figlio delle proprie scelte e debba assumersi personalmente la responsabilità delle proprie azioni”, ha dichiarato Renzo Bossi.

Il figlio di Umberto Bossi ha quindi voluto precisare la natura dei rapporti familiari con il fratello maggiore, sottolineando che Riccardo è nato dal primo matrimonio del fondatore della Lega.

“Riccardo è figlio del primo matrimonio di nostro padre Umberto e ha avuto, da sempre, un percorso di vita separato da quello mio e dei miei fratelli, figli di Manuela”, ha affermato Renzo Bossi.

“Tra noi non si è mai costruito un vero rapporto familiare”

Renzo Bossi ha poi spiegato che la distanza tra i fratelli non sarebbe legata alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Riccardo negli ultimi anni. “Non si tratta di una distanza nata oggi o conseguente alle sue vicende giudiziarie”, ha precisato, aggiungendo: “Abbiamo vissuto vite differenti, frequentato ambienti differenti”.

Una precisazione che, nelle parole di Renzo Bossi, riguarda anche la quotidianità familiare: “Non abbiamo mai condiviso quella quotidianità che normalmente esiste tra fratelli, nemmeno nelle tradizionali occasioni familiari come il Natale”.

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