Incontro Tonino Daffinà a Roma, in piazza Cavour. Il subcommissario nazionale per la depurazione, con delega per la Calabria, ha appena ricevuto la notifica della riconferma fino al 2029, insieme agli altri componenti dell’ufficio commissariale. Davanti ha altri tre anni per portare avanti un lavoro che riguarda direttamente la salute dei nostri fiumi, la qualità del mare e il futuro dei territori. Parto dal tempo trascorso. Dico due anni, lui mi corregge: sono tre. E l’assist per le prime domande: come sono stati impiegati? Quali risultati può vedere oggi la Calabria? “Siamo particolarmente felici, naturalmente, io e i miei colleghi”, mi risponde. “Significa che abbiamo lavorato bene e il governo ci ha voluto premiare con questa proroga”. Una valutazione che rivendica con convinzione. Ma il compito di chi fa domande è entrare nel merito: capire dove i cantieri siano aperti, dove si stiano ancora facendo le gare e quanto manchi alla conclusione delle opere.
“Quando mi sono insediato non era stato fatto nulla”
Daffinà descrive una situazione iniziale fortemente critica. “Quando mi sono insediato in Calabria non era stato fatto assolutamente nulla”, sostiene. Gli chiedo di alzare la voce, perché il punto merita di essere ascoltato chiaramente. Ripete il concetto e racconta di aver costruito una struttura con ingegneri, amministrativi e avvocati, avviando il lavoro sugli agglomerati interessati dalle infrazioni comunitarie. “Tutti i nostri interventi in quegli agglomerati che sono in infrazione comunitaria […] sono andati tutti quanti a gara o sono a lavori in corso”, afferma. È il bilancio che presenta dopo il primo triennio. Per il prossimo, indica anche la necessità di trovare ulteriori risorse: “Dobbiamo recuperare, avere la capacità di recuperare nuovi fondi dal Ministero o dalla Regione per poter portare a termine tutto il lavoro che ci viene richiesto per la depurazione”.
Angitola, il primo lotto riparte. Il secondo è ancora in gara
Porto il confronto nel Vibonese, sulle aree dell’Angitola e del Mesima. Qui la depurazione è una questione concreta, che riguarda i corsi d’acqua e il mare nel quale sfociano. Gli domando dei lavori e dei ritardi. Daffinà precisa che sul primo lotto dell’Angitola il cantiere era già partito, prima di fermarsi in seguito a un incidente. “Hanno sequestrato il cantiere per qualche mese, ma adesso sono ripartiti”, spiega. Nel frattempo, aggiunge, la struttura ha completato il percorso necessario per portare a gara anche il secondo lotto, destinato ad ampliare i collettamenti. Insisto su un punto: i lavori di questo secondo intervento sono cominciati? “Stiamo andando a gara, stiamo facendo la gara”, risponde. Sul primo lotto i lavori sono ripresi; sul secondo bisogna ancora completare l’affidamento prima di aprire il cantiere. È su questi passaggi che andrà misurato l’avanzamento nei prossimi mesi.
San Calogero, l’avvio annunciato e i collegamenti con Mileto e Filandari
Chiedo conto anche di San Calogero, altro intervento atteso dal territorio. “Anche là abbiamo consegnato i lavori, dovrebbero partire da qui a poco”, dice Daffinà. Poi aggiunge: “Ci stiamo preoccupando anche di collettare Mileto e Filandari, cosa importantissima”. La consegna dei lavori è dunque avvenuta, secondo quanto riferisce il subcommissario. La partenza effettiva viene ancora indicata come imminente. Per i cittadini sarà questo il primo riscontro da attendere, seguito dal completamento delle opere e dalla loro entrata in funzione.
Reggio, 150 milioni di progetto: “A Gallico i lavori sono partiti”
Il confronto si allarga alle altre province. Su Reggio Calabria, Daffinà presenta un programma da 150 milioni di euro, suddiviso in lotti funzionali. Il primo riguarda Gallico, per un importo di 27 milioni. “Abbiamo fatto la gara, sono partiti già i lavori”, afferma. Annuncia inoltre nuove gare per altri lotti, fra i quali Ravagnese, e sostiene che questi interventi possano dare “veramente ampio respiro alla città di Reggio Calabria”. Sono cifre importanti, alle quali dovranno corrispondere opere capaci di migliorare il sistema depurativo. La suddivisione in lotti permette di procedere per fasi, ma richiede anche di seguire ogni passaggio fino alla conclusione.
Catanzaro e Boscarello, progettazione e nuove opere
Per Catanzaro, Daffinà riferisce di aver presentato il Documento di indirizzo alla progettazione, relativo a un intervento da circa 100 milioni di euro. È un passaggio preliminare: il progetto deve ancora percorrere le fasi che lo porteranno al cantiere. A Corigliano Rossano, invece, annuncia la consegna dei lavori per collegare l’ospedale al depuratore di Boscarello, avvenuta, secondo il suo racconto, il giorno precedente alla nostra intervista. Parallelamente si prepara l’ammodernamento dell’impianto, per aumentarne la capacità di trattamento. “C’è veramente tanta carne al fuoco”, osserva. E aggiunge che il prossimo triennio sarà impegnato nel seguire i lavori e nel mandare a gara altri interventi.
Gli chiedo di Occhiuto: “Sono molto amico del presidente”
A questo punto gli pongo una domanda politica, diretta: quanto ha pesato l’amicizia con Roberto Occhiuto nella riconferma? “Sono molto amico del presidente Occhiuto, una persona che stimo. Per me è un grande presidente”, risponde Daffinà. Ma esclude che la proroga sia arrivata per l’intervento di amici politici: “Ritengo che in questa fase, un poco per tutto l’ufficio del commissario, interventi particolari politici di amici non ce ne sono stati, perché hanno puntato più sulla buona attività che abbiamo fatto”. Quando richiamo il livello istituzionale dal quale arriva l’incarico, precisa: “Non arriva dalla Presidenza della Regione, non arriva certamente dal presidente della Regione”. Come dire: l’amicizia esiste, ma la riconferma è il riconoscimento del lavoro svolto dall’intero ufficio.
’Ndrangheta e appalti, i protocolli con le prefetture
C’è poi una questione che non può restare fuori dal confronto: come tenere la ’ndrangheta lontana dai cantieri e dagli appalti? Daffinà sostiene che finora non siano emersi problemi. “Per il momento devo dire che non abbiamo mai avuto problemi, mi auguro che si possa continuare così”. Esprime anche un giudizio positivo sulle società che hanno vinto le gare e stanno eseguendo i lavori. Gli chiedo quali strumenti si stiano preparando per prevenire interferenze. Mi parla di protocolli d’intesa con le Prefetture, ancora da siglare. “Li stiamo preparando e dovremmo vederci nei prossimi giorni con le varie prefetture per cercare di siglarli”, spiega. L’obiettivo è “evitare problemi affinché non si rallentino soprattutto i lavori”. Anche questo è un impegno da seguire: gli accordi annunciati dovranno diventare operativi e accompagnare l’esecuzione delle opere.
“Il mare pulito il prossimo anno? Mi auguro di sì, forse meglio”
Prima di chiudere, gli domando dei rapporti con le amministrazioni locali. Daffinà li definisce “ottimali” e afferma che non ci siano state incomprensioni, pur nell’autonomia dell’ufficio commissariale come soggetto attuatore. L’ultima domanda è la più semplice, quella che interessa chi vive in Calabria e chi sceglie di trascorrervi le vacanze: il prossimo anno avremo il mare pulito? “Io mi auguro di sì, forse meglio”, risponde. È un auspicio. Adesso ci sono altri tre anni di mandato per trasformare gare, progetti e cantieri in risultati. Continueremo a chiedere conto di quei risultati, perché la depurazione si misura nell’acqua dei fiumi e del mare, oltre che nelle carte degli uffici.













