22 Settembre 2026
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L’ennesima morte bianca: operaio calabrese di 51 anni muore inghiottito dal frantoio nella cava di sabbia

L’incidente sul lavoro in Emilia Romagna costa la vita a Pasquale Riillo, trasferito dall'Emilia per lavoro. Lascia moglie e tre figli, la magistratura apre un'inchiesta

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Il turno di lavoro era iniziato da poco quando la routine di un cantiere d’estrazione si è trasformata nell’ennesima tragedia sul lavoro. Nella mattinata di ieri, lunedì 21 settembre 2026, intorno alle ore 8, Pasquale Riillo, operaio di cinquantuno anni, ha perso la vita all’interno di una cava di sabbia situata nel territorio di Reggio Emilia. Secondo le prime ricostruzioni e le informazioni emerse sul campo, l’uomo sarebbe rimasto incastrato all’interno del frantoio, l’imponente macchinario industriale impiegato per la frantumazione dei sassi e la loro trasformazione in ghiaia e sabbia.

La dinamica dell’impatto non gli ha lasciato scampo: i soccorsi del 118, giunti tempestivamente sul posto con un’autoinfermieristica e un’automedica provenienti da Fidenza, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaio, avvenuto all’istante a causa della gravità delle lesioni riportate.

Inchieste in corso e verifiche sui sistemi di sicurezza

L’area dell’incidente è stata immediatamente raggiunta dai Carabinieri della compagnia territoriale e dagli ispettori del servizio di Medicina del Lavoro dell’Ausl di Parma. Agli organi inquirenti spetta ora il compito di effettuare i rilievi tecnici per ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi e individuare eventuali responsabilità. Il focus delle indagini è concentrato sulle condizioni del macchinario e sulla verifica del rispetto delle misure di sicurezza e dei protocolli di protezione previsti dalle normative vigenti per le attività d’estrazione e movimentazione terra. L’operaio, originario di Isola Capo Rizzuto in provincia di Crotone, risiedeva da tempo a Gualtieri, nel Reggiano, con la sua famiglia. La tragica scomparsa lascia nel dolore la moglie Lucia e i tre figli di 22, 20 e 12 anni. Ancora da stabilire la data del rito funebre

Le reazioni istituzionali dal comune d’origine

La notizia della scomparsa del cinquantunenne ha suscitato profondo sconforto sia nella comunità emiliana in cui risiedeva sia nel suo paese d’origine in Calabria. Nella giornata del 21 settembre 2026, il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale attraverso un comunicato ufficiale: “Una morte tragica e improvvisa ha colpito profondamente la nostra comunità. Pasquale, 51 anni, nostro concittadino, ha perso la vita mentre lavorava lontano da casa, nel Parmense.

Ci sono storie che appartengono a tante famiglie del nostro territorio, si parte lasciando la propria terra, spesso con sacrificio, per cercare nuove opportunità, costruire una vita migliore per i propri cari e mettere altrove a disposizione esperienza, capacità e professionalità. Per questo la morte di Pasquale, avvenuta proprio durante una giornata di lavoro e lontano dalla sua Isola, assume un significato ancora più doloroso. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità, esprimo la più sincera vicinanza alla moglie Lucia, ai figli e a tutti i familiari”.

L’inquadramento del quadro investigativo

Gli accertamenti tecnici e giudiziari proseguiranno nei prossimi giorni sotto il coordinamento della Procura della Repubblica competente per territorio, con l’obiettivo di chiarire se vi siano state anomalie nel funzionamento del frantoio o falle nelle procedure operative standard adottate nel cantiere. La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli adempimenti autoptici previsti dalla legge.

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