È stato inaugurato, nel quartiere Siano di Catanzaro, la nuova sede del Liceo Scientifico Siciliani a cui si affianca il polo liceale “Giovanna De Nobili”. A sua volta il Siciliani si riaccosta al Liceo “Enrico Fermi “ di Catanzaro Lido.
Chi era Luigi Siciliani?
Molti o pochi si chiedono perché il Liceo scientifico è dedicato a Siciliani e, soprattutto, chi era costui?
Luigi Siciliani (Cirò, 15/2/1881 – Roma, 24/5/1925) è stato uno scrittore, politico e giornalista che studiò in quella scuola lasciandone il segno.
Il fratello Domenico e il bollettino della Vittoria
Suo fratello Domenico, anch’egli di Cirò, conte e generale, fu l’ufficiale che scrisse il Bollettino della Vittoria dal momento che ricopriva la carica di capo dell’Ufficio stampa dell’Esercito italiano durante la Prima Guerra mondiale.
Il testo che annunciò la Vittoria
Questo il testo del Bollettino della Vittoria: “La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d’armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, dell’VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L’Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”.
Firmato Armando Diaz. Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12.












